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Alias Domenica

Dalla Russia postmoderna, uno sberleffo metafisico

Racconti. Secondo tassello di una trilogia sul medioevo venturo, «Cremlino di zucchero» sgretola la sintassi dei suoi racconti, editi da Atmosphere, fra dramma naturalista e erotismo

Vitaly Komar e Alex Melamid, «La bandiera rossa», 1984

Vitaly Komar e Alex Melamid, «La bandiera rossa», 1984

Lavorano, in fabbrica e in redazione, bevono il tè e passeggiano per i boschi, secondo il più irreprensibile realismo socialista. Poi tutti, in ogni racconto, tirano fuori un pacchetto con un blocchettino di sostanza scura, la cui consistenza e odore sono abbastanza inequivoci. Si siedono e mangiano. Questa era la Norma dell’alienante quotidianità sovietica nella lettura di Vladimir Sorokin, angelo nero della letteratura clandestina e del postmoderno russo, scandalista per eccellenza, divoratore e dissettore della parola altrui, dotato da sempre di un fiuto rabdomantico per i mutamenti della società attraverso la lingua, e viceversa. A distanza di trent’anni nulla è...

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