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L'Ultima

Il ritorno di Lev Jascin, il ragno nero

La storia. Un portiere da record, l’incubo degli attaccanti. Parava tutto, rigori compresi. Putin voleva fare un film di propaganda sulla leggenda del calcio sovietico, ma la vedova ha detto «assolutamente no»

In azione durante del 1962

In azione durante del 1962

Il mito del Ragno Nero non è svanito. Ancora vivo nella scatola nera del calcio. Cinquanta anni fa il sovietico Lev Jascin, forse il più forte portiere nella storia del gioco, vinceva il Pallone d’Oro. Unico sinora tra gli estremi difensori. E nell’era di fuoriclasse come Alfredo Di Stefano, Gianni Rivera, Eusebio. Con lui, ecco il concept moderno del portiere che domina l’area di rigore in uscita e coordina i movimenti dei difensori. Jascin, icona dello sport dell’Urss che produceva una serie infinita di aneddoti. Tra cui, portiere di «fabbrica» perché pare che i suoi compagni gli lanciassero dei bulloni,...

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