Categorie
Commenti

La farsa del comico inquisitore

Vogliamo chiamarla inquisizione? Vogliamo chiamarli processi di Mosca anni trenta? Si parva licet… E non è una santa inquisizione, semmai una inquisizione comica, visto che l’Inquisitore è un buffone. E non è stalinismo, perché quello era una cosa terribilmente seria.

Ormai la domanda non è chi sarà la/il candidata/o sindaco di Genova per il movimento 5Stelle. Ma quest’altra: è tollerabile che un partito politico che concorre alla vita della Repubblica dia questo spettacolo degradato della democrazia rappresentativa? Che si manipolino a piacere le regole delle competizioni elettorali? Affari loro, si dirà. Non credo. Fino a che la gente normale come Cassimatis non potrà fare politica e candidarsi, ragionare con la sua testa e far saper agli altri cosa pensa, senza essere sottoposta a processi degni dell’Inquisizione, respireremo aria tossica.

Andate a leggervi la lettera con la quale il cosiddetto Staff le comunica che è sottoposta a provvedimento disciplinare.

I capi di imputazione insomma. Il primo è di essersi ribellata all’esclusione decretata da Grillo pur avendo regolarmente vinto le cosiddette “comunarie” indette secondo i crismi delle regole stabilite: poiché ti ribelli alla mia autorità, è evidente che sei colpevole.

Secondo: aver detto alla stampa (ossia non aver tenuto segreto, come fanno i 5Stelle quando devono decidere qualcosa di importante) di aver denunciato Grillo per diffamazione, visto che era stata diffamata.

Terzo: aver dichiarato che Grillo aveva commesso gravi scorrettezze nei suoi confronti, diffamandola e asserendo che «l’esclusione sarebbe stata disposta per toglierla di mezzo perché la vittoria di Pirondini, decisa a tavolino, non era andata in porto», ossia la pura verità. Lamentarsi per le offese subite e dire la verità sono reati gravissimi per i capi del Movimento.

E fin qui siamo a colpe commesse dopo, non prima di essere stata esclusa: sono conseguenze, non possono essere cause dell’esclusione.

Passiamo alle colpe commesse prima.

Primo: aver dichiarato in un post che era stato un errore autolesionista (riassumo) espellere Pizzarotti. Dichiarazione resa il 13 maggio 1916 (i 5Stelle sono precisi, come l’Inquisizione, anzi peggio, perché hanno le piattaforme inventate da Casaleggio, che registrano tutto quello che dici, o che pensi, e non se ne dimenticano più).

Secondo: aver divulgato (condiviso, nel gergo dell’Inquisizione informatica) una foto del Partito di Rifondazione comunista sui referendum da firmare. Divulgare un appello altrui? Non sia mai: morte agli infedeli (anche se siamo d’accordo con loro)!

Terzo: pubblicazione di un post in appoggio a un altro esponente di 5Stelle che a sua volta aveva fatto qualche obiezione…ecc.

Infine – e qui tocchiamoci per essere sicuri di essere svegli e di non essere preda di un’allucinazione: aver «manifestato pubblicamente apprezzamento per l’Amministrazione comunale di Parma per la gestione dei rifiuti (atto suscettibile di pregiudicare l’immagine e l’azione politica del Movimento 5Stelle)»: ossia aver apprezzato, per il modo con cui ha organizzato la raccolta della – lo dico in genovese – rumenta, il sindaco Pizzarotti, che sarebbe un esponente del movimento 5Stelle se non fosse stato anche lui espulso per motivi analoghi.

Inquisizione, processi staliniani in cui sei colpevole perché ti difendi da accuse inventate e non ti salvi nemmeno se ti accusi di colpe non commesse? Non esageriamo! Forse meglio – come più di un commentatore, primo fra tutti uno di loro, un genovese, ha detto, dopo esserne uscito – semplicemente la fattoria degli animali.

Una fattoria dove la segretezza si chiama trasparenza, il dispotismo si chiama democrazia diretta, e il capo dell’Inquisizione si chiama garante.

https://secure.gravatar.com/avatar/1aedce8f8ccaf7b366a70fa3f941ea1c?s=160&d=mm&r=g

Di Matteo Bartocci

Lavoro al manifesto dal 2003. Laureato in filosofia della scienza, bassista, motociclista convinto e scalatore dilettante, ho collaborato tra gli altri per Cbs News, Reset, Radio3 Scienza, Galileo, Sapere, il Corriere della Sera, Carta, Apcom e Adnkronos. Sono sposato con Laura e ho due figlie, Olivia e Anita.