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Lettere

Ma il governo vuole superare il paradosso dei precari che ricollocano i disoccupati?

Gentile Ministra Nunzia Catalfo,

nei prossimi giorni il Presidente ANPAL Servizi Domenico Parisi incontrerà nuovamente le organizzazioni sindacali confederali per formalizzare la proposta di accordo aziendale sulla stabilizzazione dei precari, escludendo dall’incontro la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori. Le ricordiamo, infatti, che le Camere del Lavoro Autonomo e Precario (CLAP) sono il sindacato con il più alto numero di iscritti in ANPAL Servizi, proprio tra quegli operatori delle politiche attive con contratti atipici che le confederazioni sindacali dicono di rappresentare. La mancata convocazione delle CLAP è una grave discriminazione, nonché una violazione della democrazia sindacale.

La proposta dell’azienda, come saprà, prevede la stabilizzazione di soli 400 dei 654 precari “storici”. Una proposta per varie ragioni inaccettabile. In primo luogo, perché esclude dal processo di stabilizzazione, senza alcun giustificato motivo, oltre la metà dei collaboratori. In secondo luogo, le 400 stabilizzazioni proposte dal management si basano sulle previsioni contenute nella relazione tecnica del Legislatore all’art. 4 L. 128/2019. Tale documento fonda i propri calcoli assumendo come costo unitario medio annuale per ogni lavoratore stabilizzato un importo pari a 62.500 euro: una cifra sovrastimata, se si considera che in media il reale costo annuo per una unità di personale a tempo indeterminato è pari a 50 mila euro. Pur volendo prendere per buono il suddetto vincolo finanziario, con tali limitate risorse si possono comunque stabilizzare circa 500 lavoratrici/lavoratori e non solo 400, come intende fare il Presidente Parisi.

Il management aziendale giustifica la propria proposta sostenendo che non sono disponibili risorse economiche sufficienti a stabilizzare tutto il bacino dei precari. Così facendo si attua parzialmente la norma, che nelle intenzioni Sue e del Legislatore voleva risolvere definitivamente la piaga del precariato storico in ANPAL Servizi. Per questo motivo auspicavamo l’approvazione del subemendamento alla Legge di Bilancio, presentato in Senato dalle forze di maggioranza e a cui il Suo dicastero ha dato parere favorevole. Tale subemendamento prevedeva lo stanziamento ad ANPAL Servizi di 10 milioni di euro l’anno per ulteriori spese di personale, allo scopo di procedere alle assunzioni «subordinate a tempo indeterminato» in attuazione della norma. Purtroppo il subemendamento non è stato accolto: ma deve essere chiaro che, anche senza questa nuova allocazione di risorse ordinarie, è ancora possibile affrontare il processo di stabilizzazione dell’intero bacino.

Come noto, ANPAL Servizi è titolare di un affidamento a valere sul PON FSE 2014-2020. Precisamente si tratta di 173 milioni di euro a copertura delle attività relative alle annualità 2017-2020. Al 1° agosto 2019 risultava un residuo pari a 84 milioni di euro (originariamente da spendere entro il 31 dicembre 2020). A luglio 2019 ANPAL Servizi ha presentato ad ANPAL una rimodulazione delle risorse che si accinge a esser approvata con la previsione di alcune nuove attività che estenderanno la valenza del Piano fino al 31 dicembre 2021, e con la richiesta di una integrazione finanziaria di ulteriori 79 milioni di euro. Ci chiediamo come sia possibile che una struttura tecnica, società in house di ANPAL – e quest’ultima Società vigilata da Suo dicastero –, possa avanzare una richiesta di rimodulazione che non tenga conto del dettato normativo sulle stabilizzazioni. Inoltre è utile ricordare che la stessa azienda è stata destinataria attraverso la L. 26/2019 di 270 milioni di euro (nel triennio 2019-2021) per la selezione, la stipulazione dei contratti, la formazione e l’equipaggiamento, nonché la gestione amministrativa e il coordinamento delle attività dei Navigator. Considerando l’arco temporale 2017-2021, ANPAL Servizi sarebbe destinataria di oltre 520 milioni di euro, senza considerare le risorse ordinarie ciclicamente allocate e gli ulteriori progetti a valere su altri fondi nazionali e comunitari.

Alla luce di questa ingente quantità di risorse, sul cui stato di utilizzo sarebbe doverosa una maggiore trasparenza, ci chiediamo come l’azienda possa apporre un problema di “sostenibilità” finanziaria alla stabilizzazione del personale precario. Inoltre ci chiediamo perché la Ministra del Lavoro, nonostante le Sue prese di parola e la volontà politica espressa dalle forze di maggioranza, non intervenga in maniera chiara e decisa per far adottare ad ANPAL Servizi atti che siano in linea con quanto espresso dal Legislatore. Ci domandiamo se l’autonomia gestionale del Presidente Parisi possa spingersi fino al punto di disattendere la norma e la volontà politica espressa da Lei e dalla maggioranza.

Per tutte queste ragioni, Le chiediamo di intervenire tempestivamente, poiché è evidente che le risorse disponibili vanno ben oltre i 25 milioni, stimati nella suddetta relazione tecnica, e non ci sono ostacoli di natura tecnica e finanziaria all’attuazione della norma, ma si tratta solo della volontà politica di superare definitivamente il paradosso dei «precari che ricollocano i disoccupati».

Le chiediamo infine una convocazione urgente presso il Ministero del Lavoro, così come da impegni presi dalla Sua Segreteria tecnica nell’incontro del 20 novembre scorso. La mobilitazione dei precari non si arresta e ci auguriamo che, in attesa di un Suo intervento, non venga sottoscritto un accordo tra azienda e sindacati confederali, che escluderebbe centinaia di collaboratori dalle stabilizzazioni.

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