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Alias Domenica

Oates, su Princeton è scesa un’ombra diabolica

«Il maledetto», quarantesimo e quartultimo romanzo, per Mondadori. Culmine perfetto di un viaggio nel gotico iniziato oltre trent’anni fa e controparte ideale del côté realistico, l’intreccio di Oates mette in scena, tra l’altro, giganti del Novecento storico e culturale

Richard Diebenkorn, «Seated Woman»

Richard Diebenkorn, «Seated Woman»

Da anni candidata «ombra» al Nobel; autentica ossessione per i recensori, che non sanno mai a quale corrente o vena letteraria appigliarsi per inquadrarla; autrice di quarantacinque romanzi più altri undici firmati con gli pseudonimi di Rosamond Smith e Lauren Kelly, di centinaia di racconti, raccolti in trentotto volumi, di poesie, pièce teatrali, novelle per l’infanzia e saggi (memorabili quelli sulla boxe, sua antica passione, recensiti qui sotto), Joyce Carol Oates rappresenta uno dei grandi misteri della letteratura americana contemporanea. Non esiste tendenza o scuola che non possa rivendicarla a sé: prolificità, trasversalità ed eclettismo rappresentano la sua unica, paradossale...

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