Cultura
Adriana Zarri, la teologa contro «i guardiani del sabato»
Il ricordo Nove anni fa moriva nel suo eremo di Crotte di Strambino una delle menti più amate e controverse dell’intellettualità cattolica
Due foto di Adriana Zarri al Molinasso
Il ricordo Nove anni fa moriva nel suo eremo di Crotte di Strambino una delle menti più amate e controverse dell’intellettualità cattolica
Pubblicato circa 5 anni faEdizione del 8 novembre 2019
Chi son? Sono un poeta. Che cosa faccio? Scrivo. E come vivo? Vivo!, cantava Rodolfo nel primo atto della Boheme. Qualcosa mi dice che Adriana, per sé stessa, non avrebbe usato parole molto diverse a chi le chiedesse di presentarsi. Sosteneva di essere ricca di doni, debitrice di molti, a cominciare da Dio e dalla natura prodiga di offerte vitali. Era convinta che la povertà, il distacco dagli ingombranti beni materiali, fosse condizione indispensabile della libertà. La sua povertà, però, disconosceva la vita bisognosa, disordinata e scapigliata dei bohémiens. La sua povertà non era l’amaro calice della vita d’artista e...