Visioni
Glauco Venier, «la mia musica sospesa fra jazz e Oriente»
Intervista Il pianista e compositore friulano parla del suo nuovo progetto discografico «Miniature», brani inediti, rifacimenti e improvvisazioni
Glauco Venier – foto Caterina di Perri
Intervista Il pianista e compositore friulano parla del suo nuovo progetto discografico «Miniature», brani inediti, rifacimenti e improvvisazioni
Pubblicato più di 8 anni faEdizione del 18 giugno 2016
Flavio MassaruttoUDINE
Ci incontriamo nella Piazza di Codroipo(Udine). Pochi chilometri da Gradisca di Sedegliano dove è nato, cinquantaquattro anni fa, il pianista e compositore Glauco Venier. Vicino a Coderno, il paese di Padre David Maria Turoldo. Oltrepassando il fiume Tagliamento si è nei luoghi della «meglio gioventù» di Pier Paolo Pasolini. Non sono personaggi citati a caso. Glauco Venier ha da poco pubblicato Miniature (ECM). Disco in piano solo dopo i tre realizzati per l’etichetta di Manfred Eicher insieme alla cantante inglese Norma Winstone e al sassofonista austriaco Klaus Gesing. Un disco importante, di quelli che lasciano il segno. Music for piano...