Italia
«La mia scelta di eutanasia per amore». Il video-appello di Martina
Fine vita La Asl del Friuli Venezia Giulia ha detto no alla donna, che ora si rivolge ai senatori
L’architetta Martina Oppelli – dal video dell'associazione Coscioni
Fine vita La Asl del Friuli Venezia Giulia ha detto no alla donna, che ora si rivolge ai senatori
Pubblicato 6 mesi faEdizione del 25 maggio 2024
«Non chiamatemi suicida, aborro il termine suicidio assistito, chiamatelo eutanasia, la buona morte». L’architetta Martina Oppelli, 49 anni di Trieste, «tetraplegica dal 2012» e «da un quarto di secolo affetta da sclerosi multipla, una patologia neurodegenerativa devastante», racconta in un video diffuso dall’associazione Coscioni perché dall’estate scorsa chiede di essere aiutata da un medico a morire, ricevendo però il diniego da parte dell’azienda sanitaria della Regione Friuli Venezia Giulia presieduta dal leghista Massimiliano Fedriga. Martina Oppelli si rivolge ai membri del Senato, perché è lì che si è impantanato nelle commissioni Giustizia e Affari sociali l’esame del ddl sulla depenalizzazione...