Visioni

La rivoluzione quieta di McCoy Tyner

La rivoluzione quieta  di McCoy TynerMcCoy Tyner durante una performance del 2006 al Madison Square Garden di Ny – foto di Jason DeCrow/AP Photo

Maestri Sulla scena e negli album lo stile del grande pianista, scomparso a 81 anni, è stato fisico e trascinante. Una presenza fondamentale al fianco di Coltrane, geniale nei lavori solisti

Pubblicato più di 4 anni faEdizione del 8 marzo 2020
Sulaimon Saud, il nome islamico del pianista afroamericano Alfred McCoy Tyner, non lo conosceva quasi nessuno: musulmano praticante fin da giovane, Tyner era uomo schivo, pur essendo un gigante del jazz, paragonato a Bill Evans e Bud Powell per la duratura influenza. È morto il 6 marzo nella sua casa in New Jersey a 81 anni. La scomparsa è stata confermata dal nipote Colby Tyner, con una riservatezza che lo zio avrebbe apprezzato. Eppure sulla scena e negli album il pianismo di McCoy Tyner è stato esplosivo e travolgente, fisico e trascinante, costruito su modi, scale pentatoniche, armonie «quartali», sulla...

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