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La Storia in una stanza
Festival Al via oggi Castelnuovo Fotografia, giunto alla sua ottava edizione. Un'intervista con la tedesca Karen Stuke, alle prese con le costellazioni della memoria. «Da anni lavoro con una fotocamera stenopeica. L’esito sfocato sottolinea i ricordi incerti e sbiaditi, la labilità del tempo»
Karen Stuke, Hotel Bogotà, room 415
Festival Al via oggi Castelnuovo Fotografia, giunto alla sua ottava edizione. Un'intervista con la tedesca Karen Stuke, alle prese con le costellazioni della memoria. «Da anni lavoro con una fotocamera stenopeica. L’esito sfocato sottolinea i ricordi incerti e sbiaditi, la labilità del tempo»
Pubblicato circa 4 anni faEdizione del 3 ottobre 2020
A risvegliare echi latinoamericani nel cuore di Berlino, è stato nel 1964 il signor Heinz Rewald, emigrato in Colombia prima del rovinoso avvento di Hitler e poi rientrato nella sua città, quando le acque si erano calmate. Fu lui ad aprire il leggendario Hotel Bogotà al quarto e quinto piano di un edificio di Charlottesburg, in Schlüterstraße 45, che già aveva segnato la scena berlinese, con orrori politici e riprese culturali. Tre anni dopo, Rewald acquistò l’intero palazzo, accorpando i vari alberghi che lì risiedevano. Da allora, quel luogo si è trasformato in una fucina di incontri creativi, fino al...