Internazionale
Rios Montt Genocida
Guatemala Alberto Brunori, inviato dell’Onu, racconta l’esemplare sentenza sull’eccidio degli indios Ixil e la sua scandalosa cancellazione. «Si apre ora una fase mai verificatasi nel mondo»
Il campo «New Life», per sfollati dell’etnia Ixil, a Nebaj, nel dipartimento di El Quiché foto tratta Da «Guatemala: Eternal Spring, Eternal Tyranny», di Jean-Marie Simon
Guatemala Alberto Brunori, inviato dell’Onu, racconta l’esemplare sentenza sull’eccidio degli indios Ixil e la sua scandalosa cancellazione. «Si apre ora una fase mai verificatasi nel mondo»
Pubblicato più di 10 anni faEdizione del 8 marzo 2014
Beatrice AndreoseVENEZIA
Genocidi, piaga dell’inquieto e sinistro ’900, che si rinnovano sopravvivendo alla fine del millennio e si innestano, con nuove pratiche, anche nel presente. Non solo olocausto, dunque, ma prima ancora Armenia e anche bomba atomica. È partito da queste considerazioni, come a voler aprire un armadio e veder uscire di tutto, il convegno organizzato a Venezia dal Centro studi sui diritti umani, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni culturali di Ca’ Foscari, la Fondazione Venezia per la ricerca sulla pace, Europe Direct, il Centro Pace del Comune e l’Associazione Olokaustos. Numerosi relatori arrivati da tutto il mondo...