Visioni

Thaïs, ossessione e purezza

Thaïs, ossessione e purezzaUna scena da Thaïs – foto di Brescia & Amisano

Musica  Torna alla Scala dopo ottant'anni la grand opera di Jules Massenet, andato in scena per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1894

Pubblicato quasi 3 anni faEdizione del 12 febbraio 2022
La carne, la morte e il diavolo, ci ha spiegato una volta per tutte Mario Praz, sono le grandi ossessioni dell’Ottocento romantico, soprattutto di quello tardo, già affetto da quell’autocompiacimento narcisistico e formalistico che chiamiamo decadentismo. Thaïs di Jules Massenet, grand opera andato in scena per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1894 e perfezionato quattro anni dopo, non fa eccezione. Anzi: assieme a Dalila, Salome, Manon, tutte a loro modo discendenti di Torpille di Balzac e di Marguerite di Dumas figlio (poi Violetta di Verdi), Thaïs è carne quando entra in scena come cortigiana bellissima e desiderata, è morte subito...

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